Lasciar andare, lasciarsi andare

Una cosa che sto imparando, non senza fatica è questa: quale è la sottile linea che divide il lasciarsi andare dal lasciar andare?
Non è facile, non è facile lasciarmi andare, no perché significa anche prendermi quel maledetto rischio di poi dover lasciar andare proprio la cosa per la quale mi sono lasciata andare. Ma poi ci penso un attimo su (maledetto pensiero!) e mi dico: “ma non sono proprio i momenti nei quali ti sei lasciata andare quelli che ricordi con più amore e passione ora? Quelli che ti hanno fatto stare benissimo e malissimo e che oggi ringrazi per aver vissuto. Eh ogni volta che alzo le palizzate contro l’esperienza dovrei ricordarmi queste parole…Ma è la paura che mi frega, quella cavolo di paura che mi fa dire: “e se mi butto e ci riprendo la batosta, sta volta, la reggo?”. E dunque mi rinchiudo, faccio l’orsa, la mamma orsa della mia dolce cagnolina che qualche giorno fa ho rischiato di perdere, e che ora è in forma e rompe più che mai! Forse davvero però la vita è racchiusa in una frase de “Il piccolo principe”:

…farsi presenza significa assumersi il rischio dell’assenza!

Onestamente io non so se sono pronta per altre assenze, seppure mi rendo conto che a breve dovrò pur tornare a vivere, e smettere di fare l’eremita.
Ma per ora, per qualche ora, voglio star spenta!

con amore
Beautiful Rainbow



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