La storia di Lei, la storia di Lui (parte 6)

Nessuno lo immaginava che, mentre tutti nella Comune riposavano, mentre un Amico suonava la chitarra, Lui dicesse basta a quella conoscenza, Lui chiedesse a Lei di scendere sotto per parlare. Lei che stava per addormentarsi sulle sue gambe, prima di ripartire per il viaggio verso casa e che avrebbe voluto solo essere coccolata dalle sue calde e tenere mani. Lei che quelle mani bianche le aveva adorate dal primo momento.
Scendono sotto, inizia un discorso delirante, “non mi piaci, non ti voglio, siamo in due città diverse, non voglio una cosa seria.” “come possiamo costruire qualcosa se siamo lontani?” “io non reggo”. “Mi fai schifo”, “non voglio conoscerti!”. E lì lo schiaffo, Lei che non ne aveva mai dati, Lei che quando succedevano queste cose di solito rimaneva impietrita da una parte, senza rispondere o fare nulla, Lei si anima, Lei si risente e lo fa sentire. Lei che di solito per compiacere, compiaceva anche quando veniva mollata, ora no, non ci sta. Non capisce e lo dice, non capisce e si incazza.
Sale nella Comune, prende i regali che la sera prima Lui le aveva dato e li mette sullo zaino di Lui. Lei non vuole niente di quel vigliacco, che alla prima difficoltà scappa, non vuole soprattutto niente che la leghi a Lui. Niente che gli racconti di Lui.
Riscende, Lui è lì e le dice che la guancia fa male, Lei le dice che è proprio quello che voleva fare, fargli provare un po’ di dolore come lo stava provando Lei. Dice lui del regalo, Lui è dispiaciuto. Vorrebbe che Lei li tenesse, perché quello è un modo per risentirsi, perché nel suo delirio Lui ha chiesto a Lei se possono comunque sentirsi.
Lei scende le scale, si mette fuori e inizia a piangere, è triste, delusa, provata da tutto questo, consapevole di aver dato tanto e come al solito aver ricevuto dolore. Felice di aver dato tanto perché, questa volta, davvero non può recriminarsi di essere stata burbera e scostante. Lei si è mostrata per quella che è, ha solo incontrato l’ennesimo vigliacco.
Lui risale, prende il regalo, lo rimette nello zaino, parla con l’Amico che con sdegno lo accompagna alla porta dicendo. “ma che cazzo fai?”. Già è pentito ma non torna indietro, si sente di aver sbagliato tutto, non sa se ha sbagliato ad iniziare questa storia o se ha sbagliato a mandare tutto all’aria per la sua paura. Il caos regna nella sua testa, non ci capisce niente. Riscende, Lei all’inizio non lo guarda, poi lo segue per salutarlo. E lui finalmente riesce a dirlo: “ho provato cose mai provate, ho sentito cose ma sentite, sono stato quello che non credevo di essere e ho paura, sto scappando!”. Volta le spalle e va, anche Lei fa lo stesso.

Ripartono entrambi, questa volta lungo il viaggio non si scrivono, piangono entrambi e ascoltano musica che fa male al cuore.
Lui e Lei stanno male, ma non se lo diranno mai.


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