E non so se avete presente quel momento in cui, dall’essere guardate, si passa all’essere viste. Penso di averlo aspettato da sempre e di averlo rifuggito da sempre. Perché quando mi guardano notano magari la mia bellezza, la mia robustezza, il mio sorriso scintillante ma quando mi vedono, beh li mi leggono dentro, dentro i miei occhi che da sempre hanno scrutato un po’ il mondo, le vite, la gente.
Ricordo quando, qualche anno fa, ci chiesero, in una lezione in università di disegnare, su una lavagna, qualcosa che parlasse di noi. Io, senza pensarci troppo disegnai un occhio e quello che mi fu detto da una mia collega fu: “Si, è vero, ti rappresenta, hai uno sguardo penetrante, come se stessi entrandomi dentro!”.
Ho sempre visto molto, a volte forse anche troppo. Visto, studiato, e poco vissuto. Ho visto e vedo per paura, per proteggermi, per non prenderci fregature e perché non mi piace fermarmi alle apparenze, ad un’attrazione o repulsione iniziale, perché son convinta che per conoscere occorre vedere e non solo guardare.
Lo sguardo è sempre stato qualcosa per me fondamentale e si, ho sempre sperato di essere vista, ho sempre sperato che qualcuno andasse oltre il mio essere presente, disponibile, carina e solare. Che vedesse un po’ più in là, che notasse il mio essere più profondo, ma mi chiedo anche quanto non lo abbia permesso io stessa di farmi vedere.
E ora arrivo al punto, ho trovato occhi che mi hanno vista, occhi che non mi aspettavo mi avessero vista, perché li avevo giudicati troppo superficiali, occhi che invece non si sono fermati a dirmi che bella donna attraente che sei ma che mi hanno detto: “tu sembri una tipa molto emotiva, anche molto forte e determinata, ma comunque una che non prende le cose così, che le vive fino in fondo. Certo sei molto bella e femminile, nonché sensuale, ma ci vedo altro in te. Si vede la tua sensibilità, la tua integrità, i tuoi dolori e le tue sofferenze. Si vede che sei una bella persona oltre che una bella donna.”
Ed ecco che lì è partito il mio tilt, dopo una serata passata benissimo, con tante risate, bevute, chiacchierate e baci passionali, il tilt! Oddio mi ha vista, oddio e mo?! Per la prima volta non ho dovuto dimostrare nulla, per la prima volta ero io, dolce, romantica, sensibile, irriverente, sbadata, porca, felice, profonda; e per la prima volta non era un problema. Per la prima volta ho fatto quello che volevo, senza pensare a fare bella figura, per la prima volta sono stata me, per la prima volta la mia schiena non si è bloccata e puff, il tilt! Perché gli occhi che mi vedono a me fanno paura, perché davanti a quegli occhi nessuna maschera sto indossando, perché davanti a quegli occhi io son bella per quella che sono…e forse dovrei accettarlo prima io. Perché quegli occhi son bellissimi, e ve li vorrei mostrare per farvi capire, ma forse non li vedreste come li vedo io.
Perché quell’Uomo è sicuramente un uomo diverso e io sento ora, che se non sto tranquilla, mando all’aria tutto.
E dunque mi chiedo: ma è davvero così difficile lasciarsi vedere?
E penso che forse un po’ ora la capisco la paura di tutti quelli che ho visto e che son fuggiti.
Con Amore
Beautiful Rainbow