Scrivi perché?

Alchimia del verbo (di A. Rimbaud)
A me. La storia d’una delle mie follie.
Da molto tempo mi vantavo di possedere tutti i paesaggi possibili, e trovavo burlevoli le celebrità della pittura e della poesia moderna.
Mi piacevano le pitture idiote, sovrapporte, addobbi, tele di saltimbanchi, insegne, immagini popolari; letteratura fuori moda, latino di chiesa, libri erotici senza ortografia, romanzi delle bisavole, racconti di fate, libretti per bambini, vecchie opere, ritornelli sempliciotti, ritmi ingenui.
Sognavo crociate, viaggi di scoperte di cui non esistono relazioni, repubbliche senza storia, guerre di religione represse, rivoluzioni del costume, migrazioni di razze e continenti: credevo a tutti gli incantamenti.
Inventai il colore delle vocali! – A nera, E bianca, I rossa, U verde, O blu, – Disciplinai la forma e il movimento di ogni consonante, e, con ritmi istintivi, mi lusingai d’inventare un verbo poetico accessibile, un giorno o l’altro, a tutti i sensi. Scrivevo silenzi, notti, segnavo l’inesprimibile. Fissavo vertigini.


Una stagione all’inferno” in Opere (Mondadori, 2006), trad. it. Diana G. Fiori

Scrivo perché altro non so fare, scrivo perché leggo e non solo libri ma le genti, le vite, gli occhi e i comportamenti. Scrivo perché vedo e ogni volta che vedo immagino. Ecco… Scrivo perché immagino, perché uno stimolo mi è sufficiente per avere un’immagine e poi mutarla in storia. E scrivo perché di storie me ne regalano tante, perché la mia attitudine all’ascolto, all’attenzione fa si che molte storie arrivino a me.

Scrivo, e di carta ne ho accartocciata, scrivo e di penne ne ho consumate. Perché prima di prendere un computer ci ho messo un po’ perché in questo sono un po’ retrò! Ho sempre un taccuino con me, perché magari un volto ispira una poesia, tre parole o un racconto. Perché l’immagine poi devo tradurla in parole, io che non so tradurla in un disegno. Il disegno è statico, non son capace. La parola è dinamica, cambia forma.
Come diceva Rimbaud, ogni consonante ha un colore, un movimento, che può tradurre quello che saltella nella mia mente.

E dunque scrivo, scrivo, scrivo… perché è quello che mi riesce meglio, perché è quello che lascerà indelebile tutto quello che ho dentro. Scrivo perché voglio lasciare qualcosa di me, perché voglio lasciare vedere qualcosa in più di me che in altro modo non so esprimere.

Con Amore
Beautiful Rainbow


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