Un’amicizia sparita

Impulso di scrittura giornaliero
Porti rancore? Per cosa?

Oggi ho sentito di voler seguire questo impulso di scrittura. Mi sembrava un buon modo per parlare di me, considerando che è qualcosa che, appena l’ho letto, mi ha smosso le viscere!

Provo rancore’ Si, per molte cose. Ma c’è una cosa in particolare che sguazza nella mia testa, nella mia pancia e nel mio cuore da qualche tempo. Sarà che è un periodo nel quale sto mettendo in discussione la mia vita, le mie amicizie, il mio crescere e il mio adattarmi ai cambiamenti e forse anche per questo torna questo grande ricordo che oggi è un grande rancore: una mia cara ex vecchia amica. Per non svelare il nome la chiamerò M. ma chi mi conosce probabilmente sa.

Chi è, o chi era M.? Una mia amica, la sorella probabilmente che non ho mai avuto, la persona che un giorno, di una decina di anni fa (anzi qualche anno in più) è entrata nella mia vita come uno tsunami. Io che sono sempre stata schiva, coccolona si, ma comunque schiva e che poco mi fidavo, io che di me parlavo poco; con lei sono riuscita nella grande impresa di aprirmi. Perché se è vero che sono sempre stata caciarona e compagnona, quando arrivava il momento di parlare di me mi chiudevo a riccio come se non ci fosse un domani. Vi basti pensare che la mia più cara amica, quella che mi conosce davvero da quando sono nata, qualche anno fa mi disse (dopo qualche anno che facevo psicoterapia): “Ah, finalmente conosco davvero chi sei e ti sento parlare di te e di quello che senti! Non sei la donna di ghiaccio che credevo!”. Ma dunque, senza divagare troppo (quello di perdermi in chiacchiere è stato sempre un mio must), M. è stata colei con la quale mi sono aperta davvero per la prima volta, forse anche prima che con la mia terapeuta, è stata colei con la quale ho vissuto mille “avventure”, che mi ha vista in tutte le mie forme e sostanze. Beh, per non dilungarmi troppo, qualche anno fa, circa 4/5, ha deciso di troncare i rapporti. Così. Dall’oggi al domani. Dopo una chiacchierata nella quale le avevo chiesto di non sparire (perché ogni tanto lo faceva) e di dirmi se c’era qualcosa che non andava. Lei, di tutto punto, dopo avermi detto che “certo, non avrebbe più fatto niente del genere”, volete sapere che ha fatto? SPARITA! Niente più risposte a chiamate e messaggi, niente più. OBLIO!

Inizialmente ci sono stata molto male, ma ho deciso di non assecondare i suoi deliri e non cercarla più (dopo chiamate e messaggi caduti nel dimenticatoio). Poi un giorno incontrai il suo compagno che mi disse che probabilmente M. ci era rimasta male per una frase da me detta (che io neanche ricordavo!) e che da quel momento aveva scelto di non parlarmi più. Che poi la parola scelto presume anche un grado di maturità che non le attribuirei. Quindi diciamo che da quel momento in poi non aveva più voluto parlarmi, proprio come fanno le bambine all’asilo quando le rubi il fruttolo o il cicciobello!

Quindi vi starete chiedendo: “ma davvero provi rancore?”. Si, provo rancore perché non c’è stato un confronto, perché io ho comunque il costante dubbio di cosa sia successo e perché sento che una parte di me sia ancora legata lì, che le vuole bene e le vorrebbe dire: “brutta testa di c… ma che cavolo hai fatto??”


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