Lei e Lui sono nella Grande Città, di nuovo nella Comune, e questa volta hanno tanta più voglia di stare insieme. Quella voglia è cresciuta nei giorni precedenti. Sanno che la Grande Città è solo un pezzo della loro vera vita, ma ad entrambi quella città ha cambiato la vita.
In quei 2 giorni si raccontano proprio questo, come quella città abbia cambiato loro la vita.
Lui porta Lei in giro, le mostra dove ha lavorato, le spiega tutto, il bello e il brutto. Le spiega cosa gli piaceva e cosa no. Parla, parla tanto e tra un posto e un altro parla di sé, della sua vita difficile, che lo ha forgiato e reso duro. Dei suoi schemi, indispensabili per vivere, parla di un Lui piccolino che troppo presto ha visto la vita cambiare e il suo spavento rispetto a questo. Parla di quanto la Grande Città sia stata la svolta, seppure breve e quanto quella svolta non sia stato in grado di tenersela. La piccola città lo aveva richiamato e Lui era tornato, come ultimo tentativo disperato di salvare quello che già non era più salvabile e come ultimo tentativo disperato di fare qualcosa per ciò che già non c’era più. Lei lo ascoltava, assorta. Lei ama quando qualcuno parla di sé, Lei ama conoscere e, avendo imparato a farsi conoscere fa vedere anche sé. Prima non avrebbe mai mostrato cosa provava, avrebbe ascoltato senza fare un fiato, un cenno, nulla. Ma oggi no, Lei sta lì, partecipa, si commuove e ride. Ha imparato a farlo, sa che può farlo.
Lei passeggia accanto a Lui, ogni tanto si prendono la mano. Anche Lei racconta di sé, di come in quella città aveva preferito non andare da piccolina e di come adesso ci andrebbe non proferì parola. Non lo disse neanche quando Lui le chiese: “Io credo proprio che sarò qui tra un anno, un anno e mezzo. Tu ci vivresti qui?”. Lei ancora non ce la faceva a dire si, perché quel si avrebbe significato riaprire troppe cose del passato che Lei non riesce ancora a superare. Ma si, Lei vuole andare lì, a maggior ragione se questo dovesse significare stare accanto a Lui. Lei lì ci studia di tanto in tanto, Lei lì ha conosciuto la libertà (vera) e questo lo dice a Lui. Inoltre tra una chiesa e una fontanella, anche Lei racconta di sé, della sua vita, del suo prendersi cura degli altri e poco di sé.
Lui la ascolta, loro si ascoltano, passeggiano, si baciano e abbracciano. Lui che non abbraccia e bacia in pubblico, la tira spesso a sé e la accarezza, bacia e abbraccia. Sono belli insieme loro, un po’ goffi e spaventati ma sono davvero belli a vederli. Pure quando fa caldo e sono sudati. Si scoprono simili, tanto, ma anche tanto diversi.
Lui comincia a sentire, comincia a temere, comincia a sentire una sintonia mai provata, le dice che ha occhi belli, anche quando è triste e racconta delle sue difficoltà. Lei ha paura, sta risentendo cose forti, ma resta lì.
Lui ad un certo punto ha necessità di definire cosa loro sono, ma non lo dice chiaramente. No, perché lui quando sente non dice chiaramente le cose, preferisce girarci intorno. Lui dice che non vuole definire, che non sa cosa sono, ma porta Lei alla fine a definire. Lei dice che ha paura, che non sa, dopo così poco tempo, dire cosa sono. Lei sa solo che vuole provarci, nonostante la paura, Lei sa solo che gli piace Lui, e vuole tentare, anche se distanti, anche se quel turbinio allo stomaco le fa paura, anche se, dopo 3 anni, è la prima volta che risente qualcosa e questa cosa le fa venir voglia di andare via lontano, di scappare. Ma Lei ha deciso di restare e vedere come va. Lei dice anche che è la prima volta, dopo 3 anni, che pensa solo ad un uomo, a Lui.
Lui è sollevato, anche Lui non sa definire, ma sente che questa tutto sommato è una definizione e questo voleva, ma si bacchetta dicendo che non dovrebbe fare così, non va bene, avrebbe dovuto chiedere. Si abbracciano perché Lei è spaventata e dice che ha bisogno di tempo. Lui dice che le darà tempo, ma non dice che è spaventato, non dice che Lui ha bisogno di più certezze, non dice che il sentimento che prova sta scalpitando per uscire.
Si fermano in un antico palazzo, anche lì parlano, si abbracciano, e vedono un pozzo. Lei ne è attratta, Lui spaventato. Lei ha sempre amato i pozzi, “chissà cosa c’è lì dentro!”, Lui è sempre stato spaventato dai pozzi: “non andare lì che ti fai male!”. La profondità è vero, può far male, ma quanto è gratificante quando la si raggiunge.
Poi arriva la realtà, devono fare la spesa, quindi scappano lì, fanno la spesa, come se l’avessero sempre fatta insieme, come se fosse una cosa del tutto naturale. Ridono, scherzano, sbattono, si baciano e abbracciano.
Poi tornano nella Comune, a far capire che non erano usciti solo per stare soli, perché quella mattina avevano fatto anche altro, ma non potevano dirlo, non ancora perché dovevano mantenere un segreto.
Lei accompagna un’Amica a fare delle cose, Lui resta a alla Comune, e diventa insistente perché Lei e l’amica fanno tardi e Lui deve uscire e non avrebbero pranzato insieme.